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24/03/13

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Onna

Di donna è il volto sfondato. Spalanca
seriale il paradosso di cartone
malamente inchiodato a Misurata.

Lei, l’oltraggiata, dispiega lontano
a fil di voce il sembiante. Puntella
pertinace l’assenza d’elezione.

E la sibilla libica rinnova
torcicollo aggraziato: di massacro
in massacro volge lo sguardo a Onna.


Anna Maria Curci


Le terzine di Onna, il testo al quale Luigi Simonetta dedica la quinta immagine della galleria dedicata alle Nuove nomenclature, si muovono in terre devastate, tra l'Abruzzo della frazione dell'Aquila duramente colpita dal sisma del 2009 e luogo di un eccidio perpetrato dagli occupanti nazisti nel 1944 e la Libia della città simbolo della guerra alla vigilia delle elezioni politiche del 2012, prime elezioni libere (libere?) del dopo Gheddafi. Elezioni piene di ombre, come mostra l'infierire sul manifesto di una candidata. Volge lo sguardo la sibilla libica e c'è da chiedersi se lo faccia con tanto aggraziata quanto perenne inerzia.

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